Quando parliamo di informazione e di comunicazione ci riferiamo al passaggio e/o alla circolazione di dati di conoscenza tra due o più soggetti. Un’azione pratica, dunque, che a seconda dei soggetti che sono coinvolti, del contenuto dei dati veicolati e delle finalità perseguite con la loro circolazione è considerata ed ha valore anche per la scienza giuridica. Nella prima parte dell’intervento, la nozione di comunicazione pubblica sarà descritta e commentate a partire dall’ancora problematico nodo della sua qualificazione giuridica. Se l’Unione europea non si è sottratta all’enunciazione formale di un principio, quello della ampia e non immotivatamente circoscrivibile circolazione delle conoscenze detenute da qualsiasi soggetto istituzionale e riferibili ai diversi aspetti di ciascuna specifica attività e competenza, non altrettanto hanno fatto il legislatore italiano e la stessa Corte costituzionale. Nella parte centrale, saranno messi in evidenza i fondamenti costituzionali della attività di comunicazione pubblica (ed in particolare della comunicazione istituzionale) che rendono non solo legittimo, ma doveroso rendere conoscibili tutte le informazioni non legittimamente coperte da segreto o da riservatezza e quelli rinvenibili nei Trattati U.E. Nella terza parte, se ne commenterà la concreta attuazione a livello nazionale e comunitario, mettendo in evidenza la continuità di un disegno riformatore attraverso il quale, sebbene con grandi difficoltà e lentezze, si è arrivati oggi a definire normativamente il nesso tra controllo pubblico sulla circolazione delle informazioni e responsabilità pubbliche individuali e collettive.  

Joomla templates by a4joomla